
Anche quest'anno le spiagge di Monte Argentario hanno meritato l'ambito riconoscimento. Per la terza volta consecutiva, infatti, Monte Argentario si fregia della Bandiera Blu della FEE.
Il prestigioso vessillo è stato consegnato al vice sindaco con delega all'economia del mare.
Nella XXII Edizione della manifestazione la Fee ha voluto premiare le amministrazioni, 104 comuni (15 in Toscana) e 56 approdi turistici, che maggiormente si sono impegnate a migliorare lo stato dell'ambiente, promuovendo un turismo sostenibile. Al fine della valutazione, sono stati presi in considerazione: i dati sulle acque di balneazione; l'esistenza ed il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; lo smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti pericolosi; le iniziative ambientali promosse dalle amministrazioni, la cura dell'arredo urbano e delle spiagge, la possibilità di accesso al mare per tutti i fruitori senza limitazioni ed infine il sostegno a programmi di educazione ambientale diretti alle scuole, ai turisti ed ai cittadini.
La Fee (Foundation for environmental education) è un'organizzazione internazionale non governativa e no-profit che ha sede in Danimarca ed è attualmente presente in 46 paesi dei cinque continenti. Il suo obiettivo principale è la diffusione delle buone pratiche per la sostenibilità ambientale, attraverso molteplici attività di educazione e formazione, in particolare all'interno delle scuole.
Storia
Il Monte Argentario fu un isola e solo in seguito, a causa di detriti accumulati, trasportati dai fiumi o dal mare, venne collegata attraverso i tomboli a Orbetello. Ci sono due ipotesi sull'etimologia del nome "Argentario": una lo fa derivare dai giochi di luce delle rocce ed il riflesso nel mare, l'altra lo riferisce ai banchieri, chiamati "argentari". Attraverso i tomboli di Orbetello si arriva a Porto S. Stefano, sul versante nord della penisola. Fino a non molto tempo fa era un paese di pescatori, fondato nel XV secolo da marinai di Genova qui naufragati. Oggi Porto S. Stefano è un luogo di villeggiatura d'élite. Ville di famosi personaggi si trovano sulle scogliere fuori del paese e gli yacht delle persone più ricche attraccano nel caratteristico porto. Da qui partono le imbarcazioni per il Giglio e Giannutri. Sul versante sud della penisola si trova Porto Ercole meta turistica anch'essa preferita dai vip. Il paese viene dominato da una fortezza spagnola a forma di stella. Dal paese si snoda "la panoramica", strada che scorre lungo la costa del Monte Argentario, fra innumerevoli soste adatte ad un bagno nel mare limpido. In ambedue i paesi si trovano ristoranti caratteristici con le loro specialità marinare, accompagnate dal vino tipico della zona.
A 10 km a sud di Villa Basilio si trova il Tombolo della Feniglia e Ansedonia.
Nel 273 a.C. i Romani ci fondarono Cosa. Nel I sec. per via della malaria fu abbandonata per poi essere distrutta, nel V secolo, dai Goti. Nel medioevo fu costruita sui resti del tempio un castello, sotto cui si sviluppò il paesino Ansedonia, successivamente distrutto dai senesi. Nell'odierna Ansedonia si possono tuttora visitare gli scavi dell'acropoli e delle cinte di mura con tre porte e 18 torri. Ai piedi della rocca si trovava l'antico porto denominato "Portus Cosanus". Circa 15 km dopo Ansedonia, nell'entroterra su una collina verdissima si trova Capalbio, circondata dalla cinta di mura del XV secolo. Da qui si può godere un incantevole panorama di tutta la costa dell'Argentario. Sovrastante al paese si erge il Palazzo Collacchione, costruito sui resti di una fortezza aldobrandesca. A Garavicchio, poco più al sud-est di Capalbio, merita una visita Il Giardino dei Tarocchi dell'artista francese Niki de Saint Phalle, aperto solo nei mesi estivi.
Il Parco Naturale della Maremma, anche chiamato il Parco dell'Uccellina si estende su una superficie di 10.000 ettari, partendo lungo la costa a nord, da Principina a Mare ed estendosi per 20 km verso sud, fino ad arrivare a Talamone. La natura muta le sue forme dal delta dell'Ombrone, con le Palude della Trappola, le dune, la pineta, la spiaggia, nonché i Monti dell'Uccellina per culminare con "Poggio Lecci", alto 417 m. All'interno del parco si trova l'Abbazia di San Rabano. Durante un tour faunistico guidato si possono ancora vedere alcune specie estinte in altre parti della Toscana che vivono ancora qui, come il cinghiale, il gatto selvatico, l'istrice, la tartaruga, l'oca selvatica, il falco, il colombaccio ecc. L'ingresso del parco: Centro Visite ad Alberese e Talamone.
Talamone si trova 15 km a nord di Villa Basilio, al confine con il Parco Naturale della Maremma e la Costa dell'Argentario. Da questo pittoresco paese balneare si può godere da una parte il panorama incantevole del Monte Argentario con l'Isola del Giglio davanti e dall'altra parte il porto di Talamone e le colline maremmane retrostanti.
La storia di Talamone risale fin dal tempo degli Etruschi che chiamarono il porto Tlamu. Dopo la caduta della federazione etrusca, seguirono i Romani, che gli dettero il nome di un loro eroe Telamon. Nel 225 a.C. ci fu la battaglia di "Campo Regio" ove i Romani batterono i Galli. Nel medioevo appartenne ai senesi, i quali costruirono il castello sovrastante Talamone. La torre fu costruita durante l'occupazione spagnola. Nel 1860 Garibaldi rifornì qui i suoi uomini di armi e vettovaglie.
Talamonaccio, poco al sud di Talamone, dopo la il paese balneare di Fonteblanda, fu il luogo della antica città Telamon, nella quale sono stati trovati i resti dell'antico tempio romano.
La penisola del Monte Argentario, collegata alla terraferma attraverso i tomboli della Feniglia e della Giannella, alla Laguna di Orbetello, la più grande laguna interna del mar mediterraneo. Dal ponte divisorio delle due lagune, si possono ammirare le molteplici specie di uccelli rarissimi come l'airone cinerino, il fenicottero, il falco pescatore e la cicogna bianca. Oggi, la città di Orbetello ha circa 15.000 abitanti. Forse fu già insediamento degli Etruschi, nel VIII sec.a.C., le mura verso il mare dovrebbero essere una loro opera. Poi fu sotto la dominazione degli Aldobrandeschi, seguiti dagli Orsini finché venne conquistata dai senesi.
L'occupazione degli spagnoli tra il XVI e XVII secolo ha rilasciato opere come la fortezza Guzman (oggi museo archeologico).
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